Omicidio nella serata di lunedì a Noale, in provincia di Venezia. Ancora una volta la vittima è una donna, rincorsa in bici e uccisa dal marito in via Moniego Centro, di fronte un’agenzia immobiliare e un bar. L’uxoricidio è avvenuto intorno alle 21.30, la vittima si chiamava Hane Gjelaj, aveva 47 anni e tre figli, era di origine albanese, lavorava come inserviente in una casa di riposo. È morta dopo esser stata raggiunta da diverse coltellate. L’assassino, suo marito, da cui la donna si era allontanata circa tre anni fa, si chiama invece Pashko Gjelaj, ha 54 anni, ufficialmente disoccupato. Ha cercato di fuggire, anche lui in bicicletta, ma è stato subito rintracciato (grazie alle immediate testimonianze date anche telefonicamente durante l’allerta dell’intervento) in via degli Ongari dai carabinieri di Noale e portato nella caserma dell’Arma dove è stato interrogato per tutta la notte e quindi arrestato.

Forse fra i due era esploso un litigio, la donna ha provato a scappare sulla sua bicicletta nera, poco prima del punto in cui è stata assassinata è però caduta, ha provato a proseguire a piedi, non è riuscita a correre per più di 15 metri, il marito l’ha raggiunta e -malgrado la presenza di numerosi testimoni- ha estratto un coltello iniziando a colpirla più e più volte. Hane è rimasta esanime a terra, in un lago di sangue, lui invece ha ripreso la sua bicicletta per fuggire subito via. Nel frattempo i testimoni hanno subito allertato i Carabinieri e il 118.

Sul posto, insieme ai Carabinieri e al 118, si è recata anche una squadra dei Vigili del Fuoco per poter illuminare bene la zona con le fotoelettriche e il Pm di turno, dr. Giovanni Zorzi, che ha formulato a carico dell’assassino l’accusa di omicidio volontario.

Si attende l’esito dell’autopsia per stabilire con certezza quante siano le coltellate inferte al povero corpo martoriato di Hane, per i soccorritori del 118 non è stato possibile infatti effettuare un conteggio esatto. Tante e di grave portata erano quelle già visibili a un primo esame.

Secondo un’amica della donna, presto accorsa sul luogo insieme ad altre persone, curiosi e ai numerosi testimoni, pare che lui fosse sempre estremamente geloso e che spesso la picchiava. Sono cronache che sembrano non terminare mai, e intanto, sono già 47 le donne uccise dal proprio compagno (cosiddetto “femminicidio”) in questi primi 3 mesi del 2012.

Luigi Asero

 

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Mi piace ascoltare, non semplicemente sentire. Il dialogo non è "parlare" ma consentire alle anime di incontrarsi

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