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M5S: i cani da guardia hanno iniziato il loro ululato

Con lucidità Alessandro Di Battista in diretta Facebook afferma, senza dubbi: “Io credo che sia stata la più grande sconfitta della storia del Movimento 5 Stelle” spiegando che “Abbiamo perso ovunque, sia che andassimo da soli o in coalizione” aggiungendo “Se c’è una cosa sgradevole del giorno dopo le elezioni è che sembra sempre abbiano vinto tutti. Così non è, occorre affrontare la realtà con onestà intellettuale e lucidità“.

Una reazione composta e lucida che richiama i pentastellati alle origini del Movimento. Ma ormai il M5S si circonda di personaggi più telegenici che politici, in fondo il Movimento dalla realpolitik è sempre fuggito. Peccato che questi personaggi siano sempre più dei cani da guardia, addestrati ad abbaiare, e mordere se necessario, contro chi si pone di traverso, anche se a fin di bene. Era il Movimento di Grillo e Casaleggio, ma Casaleggio (Gianroberto) è purtroppo deceduto mentre Grillo è sempre più vicino alla demenza senile, il che può dispiacere ma seppur precoce a 72 anni può anche starci. Così a sostituire due personalità importanti del M5S si sono man mano sostituiti Marco Travaglio e il suo fido sottoposto Andrea Scanzi. Che infatti già questa sera, ospite a Otto e Mezzo, ha iniziato i suoi ululati accusando chi? Quelli che definisce “talebani” (cioè terroristi?). Di Battista, Lezzi e via di seguito.

Andiamo a vedere cosa ha affermato Scanzi? Iniziamo con un sobrio: “Hanno perso i talebani Cinquestelle, come Lezzi, Laricchia e Di Battista. Il problema è l’identità del Movimento, ma anche l’identità di Di Battista“.

Così, parlando delle presunte crisi di identità di Alessandro Di Battista, dimentica la sua personale crisi di identità (demenza senile precoce?), quando lui con il suo padroncino, anzi no, scusate “direttore” Marco Travaglio dedicavano ogni pagina di quel giornalino (“giornalino” perché di piccolo formato, sia chiaro) ad attaccare su tutto il Partito Democratico. Peccato che poi proprio con quel partito hanno deciso di accordarsi pur di mantenere le poltrone e garantire quelle promesse (forse tacite) fatte agli amici del regime cinese. E allora per Scanzi stasera gli elettori 5 stelle con il voto hanno voluto mandare un segnale univoco: “Molti elettori stanno dicendo a Pd e Cinquestelle ‘provateci’. L’unica strada per me è creare un ‘campo progressista’, è ovvio che non tutti ci staranno. Se mi chiedete un pronostico, qualcuno nel Pd non ci starà, magari qualche ex renziano“.

Insomma del Movimento 5 Stelle non rimane più nulla. Non per quel che dice Scanzi ma perché il messaggio degli elettori è sì univoco ma non come pensa il fido Andrea, bensì, semplicemente, gli elettori hanno rigirato il mitico “Vaffa” che per anni è stata la loro bandiera. Scanzi… il messaggio è solo e semplicemente un sonoro vaffa. E l’osso l’avete perso. Provate a pensare con il taglio quanti potranno essere rieletti.

Intanto Scanzi si occupa già del prossimo partito, il PTI (Partito dei Talebani Italiani) che a suo dire potrebbe essere la svolta di Alessandro Di Battista. Cosa farà Di Battista non lo sappiamo, dubitiamo però che Scanzi avrà voce per abbaiare ancora per molto tempo. Il PD rinato non lo salverà di certo. E con lui l’altro fido Travaglio, idolo delle Procure. Per adesso. Poi?

FONTE

Di sicuro c’è solo che Viviana è morta e del piccolo Gioele non c’è traccia

Si tinge sempre più di mistero la morte della 43 enne Viviana Parisi e la scomparsa del piccolo Gioele di 4 anni.

Molta era l’attesa sull’esito dell’autopsia disposta dai magistrati e curata da un team di esperti fra i quali chi si era già occupato del caso della giovanissima Yara Gambirasio. L’autopsia non ha però fornito in questa prima fase i necessari riscontri e restano quindi aperte tutte le ipotesi: omicidio, suicidio o incidente fatale.

Resta però l’altro mistero: dove può essere sparito il piccolo Gioele? Di quanto può essersi allontanato dalla mamma a 4 anni in un territorio per lui sconosciuto? Per lui i soccorritori impegnati nelle ricerche stanno impiegando ormai ogni sorta di mezzo umano e tecnologico disponibile ma nessuna traccia è stata riscontrata e quindi, anche in questo caso, tutte le ipotesi sono aperte: tragedia, rapimento? Non v’è certezza nemmeno che al momento della sparizione della sventurata Viviana, ormai 9 giorni fa, il bambino fosse con lei, discordanti sono infatti anche i ricordi degli operai che lavoravano in autostrada in quel tratto nei pressi dello svincolo di Caronia e che per ultimi hanno visto Viviana mentre a seguito di un lieve incidente scendeva dall’auto.

L’unica certezza è il cadavere della donna, orribilmente sfigurato da morsi di animali randagi ma neanche questo chiarisce: gli animali potrebbero averne aggredito il cadavere e non averne determinato la morte. Il mistero si infittisce e ha tutte le caratteristiche -purtroppo- per diventare il fatto di cronaca dell’estate di questo disgraziato 2020.

NdR: la fotografia in “chiaro” del bambino scomparso si rende necessaria per agevolarne le ricerche

[Articolo originale]

C’è “qualquadra che non cosa” in tutto questo bailamme internazionale

Limitiamoci a non abbandonare la memoria dei fatti più recenti relativi alla breve porzione del Terzo Millennio sinora vissuta in campo internazionale e cerchiamo di pensare per una volta che non tutti i “fatti” siano scissi l’un l’altro. A volte capita che un filo comune ‘invisibile’ leghi più questioni apparentemente disconnesse. Eppure, a ben osservare, le questioni viste nella loro globalità pare che tendano tutte a riunirsi sotto un unico “denominatore”: il caos globale. Cui prodest?

Più volte ne abbiamo scritto e più volte, non conoscendone la risposta, ci siamo posti la stessa domanda. Cui prodest? A chi giova?

Il mondo non sarà più lo stesso. Lo si disse non all’indomani, ma nel momento stesso in cui in diretta mondiale le Twin Towers crollavano distrutte da “due aerei” dirottati appositamente dalla rete terroristica di Osama Bin Laden. 11 Settembre 2001. Il mondo non fu più lo stesso. I quasi 3.000 morti di quel crollo furono semplicemente briciole delle centinaia di migliaia che sarebbero state provocate negli anni immediatamente successivi. È vero. Il terrore aveva assunto il suo ruolo dominante. Proseguendo con guerre e attentati a matrice “Al-Qaeda” per parecchio tempo. È solo un tassello che ognuno potrà approfondire.

Improvvisamente, come fosse un macigno improvvisamente caduto sulle teste di ognuno di noi, nel 2008 ci trovammo nel pieno di una crisi finanziaria (quella americana) che vide colossi bancari mondiali come la Lehman Brothers (attiva in campo mondiale già dal 1850) crollare nel giro di poche ore. Fu una delle crisi più grandi della storia recente di cui ancora si pagano le conseguenze. Determinata dalla bolla speculativa vide il crollo dei mutui subprime. E con quelle banche crollò tutta una parte del mondo finanziario internazionale e in un globale effetto domino trascinò con sé milioni di persone, aziende, realtà economiche… È solo un tassello che ognuno potrà approfondire.

Dove finirono quelle centinaia di migliaia di miliardi di dollari spariti in quel buco del 2008?

Intanto nel 2011 quel Osama Bin Laden “ufficialmente” sarebbe morto, ucciso dai Navy Seals americani in un raid di cui poco trapelò e del quale rimane una foto confusa. Nella confusione di “primavere arabe” (espressione tutta dell’informazione nostrana perché lì dove i fatti avvenivano le rivolte non sono mai state così chiamate) e nella confusione di “dittatori” prima amati e poi invisi all’Occidente. Gheddafi, Saddam e altri cadono uccisi. I “popoli” si ribellano e depongono -con le cattive solitamente- chi non è più gradito a quegli stessi oppressori che poi hanno probabilmente finanziato e fomentato quelle “primavere” che sanno tanto di ben altro. Al profumo dei fiori si sostituì il profumo del sangue. Altri tasselli…

E infatti quel profumo di sangue a molti dev’essere piaciuto e nell’orrore misto a indifferenza internazionali alla “morte” di Al Qaeda si sostituisce la nascita dell’Isis (Islamic State) che a partire dal 2015 tantissime atrocità compirà nel corso della sua breve -si spera- ma intensa “vita”: decapitazioni filmate e comunicate via social al mondo per imporre il terrore, terroristi suicidi, stragi di Parigi, Bruxelles, in Yemen, in Afghanistan,in Arabia Saudita, Kuwait, Giacarta, Istanbul. Un elenco lunghissimo che trovate qui, semplicemente su Wikipedia. Altri tasselli.

Arriviamo a tempi più recenti, vicinissimi a noi. La nascita di un nuovo movimento ambientalista, mai così forte come da quando a guidarlo è “apparentemente” una innocente e decisa giovanissima svedese: Greta Thunberg. Con i suoi 16 anni muove (?) il mondo in favore di un nuovo mondo più pulito e meno sprecone, plastic free e anti-Trump. È ascoltata e osannata dai “grandi della Terra” che fingono di apprendere soltanto dalle sue parole i danni che hanno provocato e creano così l’humus per far comprendere meglio quello che da lì a poco si sarebbe sviluppato: la prima pandemia del Terzo Millennio. Favorita, appare evidente, da due fattori: globalizzazione (quindi facilità di movimento) e polveri sottili (l’inquinamento che Greta ci aveva appena evidenziato). Tasselli.

Cose, quelle brevemente e molto parzialmente elencate, che sono tutte apparentemente sconnesse. Tutti episodi differenti di un romanzo. Forse criminale: la vita.

Elementi, eppure, che tutti insieme, se volessimo elencarli su un foglio come quelli che vediamo nei film polizieschi, appaiono uniti da un filo invisibile: il caos.

E per “Qualcuno” dal Caos nasce l’Ordine. A qualcuno quel Caos fa molto comodo perché sarà più facile dopo il terrore assoluto imporre il Nuovo Ordine che darà Pace e Stabilità. A quale prezzo? E chi ha interesse a stabilire il nuovo Ordine?

Le risposte possibili sono soltanto due: o conoscere queste “entità” (Stati o soggetti Terzi) attendendo gli eventi (che significa subirne passivamente le conseguenze per poi non aver più possibilità di reazione) o non volerlo conoscere e reagire perché le libertà dei popoli restino integre.

Ma questo sarebbe poi il tassello disintegrante e nel Risiko internazionale non è previsto.

[Pubblicazione originaria]

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