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C’è “qualquadra che non cosa” in tutto questo bailamme internazionale

Limitiamoci a non abbandonare la memoria dei fatti più recenti relativi alla breve porzione del Terzo Millennio sinora vissuta in campo internazionale e cerchiamo di pensare per una volta che non tutti i “fatti” siano scissi l’un l’altro. A volte capita che un filo comune ‘invisibile’ leghi più questioni apparentemente disconnesse. Eppure, a ben osservare, le questioni viste nella loro globalità pare che tendano tutte a riunirsi sotto un unico “denominatore”: il caos globale. Cui prodest?

Più volte ne abbiamo scritto e più volte, non conoscendone la risposta, ci siamo posti la stessa domanda. Cui prodest? A chi giova?

Il mondo non sarà più lo stesso. Lo si disse non all’indomani, ma nel momento stesso in cui in diretta mondiale le Twin Towers crollavano distrutte da “due aerei” dirottati appositamente dalla rete terroristica di Osama Bin Laden. 11 Settembre 2001. Il mondo non fu più lo stesso. I quasi 3.000 morti di quel crollo furono semplicemente briciole delle centinaia di migliaia che sarebbero state provocate negli anni immediatamente successivi. È vero. Il terrore aveva assunto il suo ruolo dominante. Proseguendo con guerre e attentati a matrice “Al-Qaeda” per parecchio tempo. È solo un tassello che ognuno potrà approfondire.

Improvvisamente, come fosse un macigno improvvisamente caduto sulle teste di ognuno di noi, nel 2008 ci trovammo nel pieno di una crisi finanziaria (quella americana) che vide colossi bancari mondiali come la Lehman Brothers (attiva in campo mondiale già dal 1850) crollare nel giro di poche ore. Fu una delle crisi più grandi della storia recente di cui ancora si pagano le conseguenze. Determinata dalla bolla speculativa vide il crollo dei mutui subprime. E con quelle banche crollò tutta una parte del mondo finanziario internazionale e in un globale effetto domino trascinò con sé milioni di persone, aziende, realtà economiche… È solo un tassello che ognuno potrà approfondire.

Dove finirono quelle centinaia di migliaia di miliardi di dollari spariti in quel buco del 2008?

Intanto nel 2011 quel Osama Bin Laden “ufficialmente” sarebbe morto, ucciso dai Navy Seals americani in un raid di cui poco trapelò e del quale rimane una foto confusa. Nella confusione di “primavere arabe” (espressione tutta dell’informazione nostrana perché lì dove i fatti avvenivano le rivolte non sono mai state così chiamate) e nella confusione di “dittatori” prima amati e poi invisi all’Occidente. Gheddafi, Saddam e altri cadono uccisi. I “popoli” si ribellano e depongono -con le cattive solitamente- chi non è più gradito a quegli stessi oppressori che poi hanno probabilmente finanziato e fomentato quelle “primavere” che sanno tanto di ben altro. Al profumo dei fiori si sostituì il profumo del sangue. Altri tasselli…

E infatti quel profumo di sangue a molti dev’essere piaciuto e nell’orrore misto a indifferenza internazionali alla “morte” di Al Qaeda si sostituisce la nascita dell’Isis (Islamic State) che a partire dal 2015 tantissime atrocità compirà nel corso della sua breve -si spera- ma intensa “vita”: decapitazioni filmate e comunicate via social al mondo per imporre il terrore, terroristi suicidi, stragi di Parigi, Bruxelles, in Yemen, in Afghanistan,in Arabia Saudita, Kuwait, Giacarta, Istanbul. Un elenco lunghissimo che trovate qui, semplicemente su Wikipedia. Altri tasselli.

Arriviamo a tempi più recenti, vicinissimi a noi. La nascita di un nuovo movimento ambientalista, mai così forte come da quando a guidarlo è “apparentemente” una innocente e decisa giovanissima svedese: Greta Thunberg. Con i suoi 16 anni muove (?) il mondo in favore di un nuovo mondo più pulito e meno sprecone, plastic free e anti-Trump. È ascoltata e osannata dai “grandi della Terra” che fingono di apprendere soltanto dalle sue parole i danni che hanno provocato e creano così l’humus per far comprendere meglio quello che da lì a poco si sarebbe sviluppato: la prima pandemia del Terzo Millennio. Favorita, appare evidente, da due fattori: globalizzazione (quindi facilità di movimento) e polveri sottili (l’inquinamento che Greta ci aveva appena evidenziato). Tasselli.

Cose, quelle brevemente e molto parzialmente elencate, che sono tutte apparentemente sconnesse. Tutti episodi differenti di un romanzo. Forse criminale: la vita.

Elementi, eppure, che tutti insieme, se volessimo elencarli su un foglio come quelli che vediamo nei film polizieschi, appaiono uniti da un filo invisibile: il caos.

E per “Qualcuno” dal Caos nasce l’Ordine. A qualcuno quel Caos fa molto comodo perché sarà più facile dopo il terrore assoluto imporre il Nuovo Ordine che darà Pace e Stabilità. A quale prezzo? E chi ha interesse a stabilire il nuovo Ordine?

Le risposte possibili sono soltanto due: o conoscere queste “entità” (Stati o soggetti Terzi) attendendo gli eventi (che significa subirne passivamente le conseguenze per poi non aver più possibilità di reazione) o non volerlo conoscere e reagire perché le libertà dei popoli restino integre.

Ma questo sarebbe poi il tassello disintegrante e nel Risiko internazionale non è previsto.

[Pubblicazione originaria]

Se il prestito ritarda allora “cambiare banca”. Il consiglio del ministro Gualtieri

Forse quella che stiamo vivendo non è, come tutti pensiamo, una situazione pandemica bensì un remake (fatto male) di uno di quei “panettoni” da “commedia all’italiana”. Ci sforziamo di pensare positivo e di credere che ci sia competenza e semplicità nelle parole dei governanti, ma giornalmente ci imbattiamo in qualche chicca circense, da clown proprio.

Oggi è la volta del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che rispondendo alle domande in merito ai ritardi sull’erogazione di prestiti “garantiti dallo Stato” alle imprese, durante l’audizione alla commissione d’inchiesta sulle banche ha affermato: “Cambiate banca, andate da una più rapida. Se una banca non ti respinge” e fa l’operazione “in 48 ore io andrei da quella, mi sembra la cosa più razionale da fare“.

Citiamo un passaggio (fonte Adnkronos): ”Ci sono stati degli istituti (di credito ndr) più rapidi ed efficienti di altri” nel rilascio dei prestiti a famiglie e imprese, ”così come numerosi casi di malfunzionamento e criticità, che vanno individuati, risolti e monitorati” dice il ministro dell’Economia, evidenziando che sulle erogazioni dei prestiti da parte delle banche “ci sono margini di miglioramento” e che “l’assetto normativo di per sé non è un ostacolo” alle erogazioni, “le norme – insiste – consentono di erogare rapidamente“.

Pur volendo concedere il beneficio del dubbio riesce a noi difficile pensare che un imprenditore, fermo da mesi a causa della pandemia, con evidenti problemi di liquidità, possa ottenere tempi più rapidi chiudendo immediatamente un conto (sul quale incombono magari scadenze, domiciliazioni, decine e decine di RI.BA. da pagare o da accreditare, estinguere eventuali sforamenti sul conto e contestualmente aprirne uno nuovo, presso un differente Istituto di Credito che non ha conoscenza alcuna del nuovo cliente (potenzialmente anche insolvente per causa maggiore o chissà…). Il ministro liquida con una frase assolutamente distaccata da ogni fase del mondo reale qualcosa cui, in verità e semplicemente, non sa rispondere.

Infatti se è ben vero che ci sono banche ben più celeri nella gestione delle pratiche previste dal Dl “liquidità” è altrettanto vero che non sarebbe certo una via più veloce quella di cambiare banca in corsa.

Un consiglio, quello del ministro Gualtieri (non ce ne voglia), che ci richiama alla mente chi, nell’attesa dell’arrivo del bus della linea “x”, magari in ritardo, decide di cambiar fermata per recarsi a prendere la linea “y”. Così, nel frattempo, perde il passaggio di entrambi i bus. Magari mentre imperversa un violento temporale.

Il pezzo di oggi per La Voce dell'Isola

Giulietto Chiesa: si è spento il giornalista anti-imperialista

Giulietto Chiesa, 79 anni, piemontese, è morto oggi. Fu dirigente nazionale della Federazione giovanile comunista italiana e capogruppo per il Pci nel Consiglio provinciale di Genova dal 1975 al 1979.

Per il quotidiano L’Unità fu corrispondente da Mosca dell’URSS senza sottostare ai diktat sovietici, riuscendo a raccontare con sufficiente distacco quanto poteva dell’ex Impero sovietico tanto da pubblicare un libro, appena due anni prima della caduta del “muro” dal titolo “L’URSS che cambia” scritto insieme allo storico dissidente sovietico Roy Medvedev.

Ha collaborato nella sua vita con Rai e Mediaset, spesso come esperto di politica estera. Fu anche europarlamentare e tutti, anche e malgrado le distanze ideologiche, hanno potuto osservarne le grandi capacità di conoscenza e analisi della globalizzazione e delle disuguaglianze sociali.

Fu capace di dialogare anche con le parti politiche in assoluto più ostili al suo pensiero e questo lascia di lui un bel ricordo in un momento in cui invece si esaltano più le contrapposizioni ai punti di unione. E ci lascia, in un mondo di informazione spesso costruita a tavolino, un esempio di onestà intellettuale.

Recentemente collaborava con “il Fatto Quotidiano” e con “Sputnik Italia” ma anche e soprattutto con la sua tv online, PandoraTV che dalla sua fondazione si batte contro l’Imperialismo della globalizzazione. E in un momento del genere, che Giulietto Chiesa ci lasci diventa proprio una grave perdita. Non solo umana.

Articolo originale
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