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Category Archive I MIEI SCRITTI

Mamma

È stato un periodo difficile, duro. Non so se il più difficile della tua vita, certamente lo è stato della mia. Non si può raccontare cosa significhi non poter aiutare nella sofferenza, non riuscire a diminuirla neanche per un istante.

Hai, alla fine, incontrato degli angeli sul tuo cammino. Non hanno le ali, ma indossano sterili camici. Io non ho saputo far altro, non avevo strumenti per combattere tutte le tue patologie e questo tumore che si è aggiunto alla fine di questo duro percorso ha reso impossibile qualsiasi cosa potessi fare da solo, a casa. Quella casa che non avresti voluto lasciare.

Perdonami per questa ennesima ambulanza che ho dovuto chiamare quest’ultima volta. Lo so, ti avevo promesso che non avresti più lasciato casa. Il debole sono stato io, non riuscivo più a sentire le tue urla di dolore. Così, ancora una volta, ho dovuto tradirti. Ho dovuto farti prendere l’ennesima ambulanza della tua vita. Ho sperato tanto che ancora una volta si potesse ricucire la situazione e tu potessi tornare a casa, anche solo per esalare l’ultimo respiro, come desideravi. Ma non ho potuto consentirlo, non sono e non potrò mai diventare un killer, così sono venuto meno alla mia promessa e lì, fra le stanze del vecchio ospedale Garibaldi, senza poterci più vedere perché abbiamo anche l’emergenza Covid (che non sai cos’è e non hai saputo comprenderla) che così ha deciso per tutti noi. Per voi ricoverati e per noi parenti prossimi.

Rimane di te tanto. Non lo avrei detto sai? Il tuo canto lirico, che dedicherai adesso alle Anime che incontrerai sul tuo nuovo percorso. Ma anche i tuoi sforzi, lo sforzo di essere mamma sebbene tu la mamma l’avessi persa da piccina. Sono certo che sarà il tuo primo abbraccio Lassù. Rimangono di te anche le tue delusioni, a volte per mancanze mie, altre per fraintendimenti tuoi… restano i rimproveri meritati di quando ero piccolo e pestiferino, resta però soprattutto quel tuo sguardo implorante del 22 dicembre, in cui mi chiedevi in qualche modo aiuto e che mi ha convinto che quella promessa, anche quella promessa, dovevo per forza deluderla. Scusami. Almeno abbiamo sedato qualcosa, spero che adesso, da quell’Altra parte, capirai. Magari insieme a papà, o ai nonni. O a quel mio fratellino che non è mai nato e che non ho mai conosciuto.
Scusa tutti i miei errori se puoi, almeno tu. Perché io non me li perdono facilmente.

Napoli, 28/01/1935 – Catania, 28/12/2020, h 16.40

Lutto nella nostra famiglia: ci lascia Nello Cristaudo

Quando un Amico ci lascia è sempre un momento tragico. E questo è per noi quanto accade adesso. Sebastiano Nello Cristaudo, da anni nostro collaboratore da Francavilla di Sicilia, ci ha lasciato. Così. Senza una parola, con discrezione. Quella stessa discrezione con cui più volte ha evidenziato i problemi dei suoi concittadini e i problemi della sanità locale. Con accurati resoconti sull’efficienza (e quando occorreva sulle mancanze) del locale servizio 118, dell’amministrazione comunale, delle attività parrocchiali, come dell’ospedale di Taormina di cui Nello era purtroppo spesso “ospite”.

Soffriva di cuore Nello, eppure proprio il cuore ci metteva per intero quando scriveva. Con quella voglia di pubblicare e contribuire, in qualche modo, alla soluzione di problemi, di evidenziare le storture del sistema. Sempre grato a quei medici e infermieri che lo aiutavano e che aiutavano decine di pazienti, sempre insieme fra le stanze anche dell’UTIC, ma anche sempre pronto a scrivere quanto la politica mancasse di fronte agli “eroi delle corsie”.

Scrivono in questi istanti alcuni suoi amici e conoscenti sul suo profilo Facebook:

Alfredo: Che tristezza ti ricorderò sempre con affetto riposa in pace anche se da 44 anni non sono li ti conoscevo da ragazzino e credo che siamo cresciuti insieme riposa in pace mi dispiace tantissimo Condoglianze per tutta la famiglia

Francesco: Avrei voluto vederti almeno x l’ultima volta e dirti quanto ti volevo bene anche se lo sapevi, sei stato più di un padrino sei stato un padre oltre ad essere una persona eccezionale come poche sempre pronta ad aiutare gli altri. Hai combattuto il tuo destino sempre con il sorriso senza mai arrenderti. Sarai per sempre un esempio da seguire durante la mia vita e non dimenticherò mai i tuoi insegnamenti.Addio mio caro patrozzu ti porterò per sempre dentro il mio cuore ❤️

Tante parole, un fiume in piena di commozione fra i commenti della sua foto profilo.

Ci eravamo ripromessi di far presto un pranzo tutti insieme, magari presso i locali dell’Antico Frantoio di Motta Camastra, una delle sedi dell’Istituto per la Cultura Siciliana… Poi l’emergenza Covid ci ha costretti a rinviare quel pranzo. Che non faremo più insieme.

Sorrideva Nello, sorrideva spesso malgrado le sofferenze. Sorrideva rispetto alla vita e sorrideva ringraziando il Signore per ogni istante che gli concedeva in terra. Siamo certi. Nello sta sorridendo anche Lassù, a noi rimasti, a voi che leggete, ai medici e infermieri cui resterà comunque sempre, in eterno, grato.

Ironia della sorte, uno dei suoi ultimi pezzi era in ricordo dell’amico e collega Rodolfo Amodeo, morto d’infarto appena lo scorso 4 aprile.

Ciao Nello. Alla prossima. Perché ci sarà. Non sappiamo quando, come nessuno. Un sorriso a te.

Articolo originale
Antonio Canepa: un eroe dimenticato  a 69 anni dall’eccidio di Murazzu Ruttu, prima strage di Stato” – 2014 – Palazzo Cagnone (un nobile edificio di fine ‘500), sede della Biblioteca comunale di Francavilla di Sicilia (ME ) – Al tavolo con l’ex sindaco dr. Pasquale Monea, il Presidente della Sede di Motta Camastra dell’Istituto per la Cultura Siciliana dr. Gaetano Consalvo, il direttore de “La Voce dell’Isola”, dr. Salvo Barbagallo.

Vecchia Signora

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