di Luigi Asero

 

Non sembra aver provocato danni ingenti il terremoto che ieri sera ha colpito nuovamente il Giappone con una forte scossa di magnitudo 6.9 della scala Richter.

Qualche ferito e alcuni danni a seguito della violenta scossa che ha avuto epicentro in mare a 37 Km dalla città di Namie, che si trova a 8 Km dalla centrale nucleare di Fukushima. Non si registrerebbe fortunatamente un incremento del livello di radioattività. Secondo la Tepco che gestisce l’impianto, nella piscina dove sono conservate le barre di uranio esaurito del terzo reattore dell’impianto il sistema di raffreddamento sarebbe spento e non si registra aumento della temperatura. Non ci sarebbe alcun pericolo.

Intanto le autorità hanno evacuato tutta la zona orientale nel timore di un nuovo tsunami.

La centrale nucleare di Fukushima venne distrutta parzialmente dal terremoto di magnitudo 9 dell’11 marzo 2011 che innescò un devastante tsunami. Disastrosi i numeri di quello tsunami: almeno 15.700 i morti, oltre 4.600 i dispersi, 130 mila gli sfollati, 332 mila gli edifici distrutti. La centrale di Fukushima venne colpita da un’onda alta 14 metri provocando un incidente la cui gravità è stata classificata dello stesso grado del disastro di Cernobyl. E basta il ricordo di quella tragedia per tenere alto il livello di tensione nella popolazione e nel mondo intero.

Inevitabile però, dopo i numerosi terremoti che hanno colpito il pianeta in questi ultimi mesi, non pensare all’ipotesi che qualcosa -naturale o meno- stia sconvolgendo gli assetti geologici e climatici terrestri.

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