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Combattere la prostituzione. Volere o potere?

Combattere la prostituzione. Volere o potere?

Il comune buon senso, la comune morale di tipo pseudo-cattolica o più semplicemente l’etica, ci fanno normalmente storcere il naso di fronte allo spettacolo offerto in certe strade, in particolari orari, dalle decine di ragazze in “esposizione” in attesa del cliente di turno.

Giornali e servizi giornalistici ci offrono una visuale, uno spaccato, di questo traffico di “merce umana”. Poche settimane fa il noto programma “Le iene” faceva un giro alla ricerca del costo più basso.

Ho seguito con attenzione il servizio, sperando si giungesse alla conclusione che dietro queste ragazze (differenti dalle “professioniste in proprio”) ci sono degli squallidi sfruttatori solitamente legati alla criminalità mafiosa.

Con enorme delusione la conclusione fu, invece, che a conti fatti conveniva la propria moglie. Nulla togliendo alla sempre forzata ironia del programma, a me è sembrata invece una pubblicità gratuita, e ingiustificata, a questo traffico. Insomma “se hai i soldi poco importa della dignità e della giovane età rubata a queste ragazze, fa’ pure!”.

Democrazia e superiorità della cultura occidentale!

Ho deciso così di contattare una di queste ragazze, e domenica 29 maggio scorso, ho fatto un giro in una nota zona della mia Catania.

Non dovevo “scegliere” una ragazza per il semplice motivo che m’interessava solo capire se può esistere un modo per porre fine a questo traffico, se lo Stato fa qualcosa – come ci fanno capire nei servizi giornalistici – o se potrebbe fare di più…

Sale in macchina una ragazza nigeriana sui 20/21 anni, si fa chiamare con un nome inglesizzato che per esigenze relative alla sua sicurezza personale non rivelerò, ma il nome poco importa. Fatico un po’ a farle capire che non devo far sesso con lei e che voglio solo regalarle un quarto d’ora di pace. Nei suoi 20 anni forse mai nessuno le ha regalato nulla. Mi guarda perplessa, cerca di capire, teme che io sia un poliziotto. Riesco a spiegarle che se fossi stato un poliziotto l’avrei dovuta arrestare, non sarei andato con una vecchia e malandatissima auto, non avrei spento la sigaretta per rispetto del suo desiderio di non cadere nella trappola del fumo.

La ragazza è molto bella, se la vita fosse stata più generosa con lei, oggi sarebbe una top model. Credetemi nulla da invidiare a Naomi Campbell, anzi forse il contrario stante la dolcezza di lei e il notorio cattivo carattere dell’arcinota Campbell.

Inizia a fidarsi, mi porta in un posto (abbastanza malfamato) dove “intrattiene” di solito i clienti. Mi racconta di cosa sperava di trovare in Italia, il lavoro, la prospettiva di aiutare la sua famiglia in Nigeria, il desiderio di crearsi una famiglia… poi arriviamo al presente. La mattina, intorno alle 9/10 deve stare su una strada statale in provincia, pomeriggio riposo, sera lì dove l’ho presa io. E dove decine di “veri clienti” la prenderanno (e perdonate lo schifoso doppio senso…). Tarda notte qualche altra ora di riposo.

Mi spiega che anche se non stiamo facendo nulla i 20 € deve prenderli lo stesso, altrimenti la picchiano. Non ho molto con me, giusto 35 €, 30 li dò a lei raccomandandole di conservare per sé i 10 in più, e comprarsi qualcosa a suo piacere.

Chiedo quanti soldi occorrono perché sia libera… finge di non capire. Poi sottovoce mi dice “Diecimila…”

Venti minuti sono ormai abbondantemente trascorsi, rifletto sulle sue parole… “Polizia non spaventa. Loro non dicono niente…”  – Già ma il problema è che basterebbe infiltrare qualche poliziotto (che potrebbe usare la mia stessa tecnica) e in due-tre riprese si arriverebbe ai nomi dei signori “protettori”, quelli cioè che questo ignobile traffico reggono… Invece ci si limita a cacciare le ragazze, incuranti delle tonnellate di lacrime, da queste innocenti versate.

È proprio tardi, sono trascorsi 25 minuti, se non la lascio la picchieranno. “Ciao”, sorridente mi accarezza la mano e mi dà un bacio sul viso.

Chiude lo sportello. Vado via, maledicendo di non avere quei 10.000 €, poi ci ripenso. Il problema non è salvare lei, è salvarle tutte. E pagare sarebbe solo un nuovo interessante business per le cosche. No, la cosa migliore è diffondere questo messaggio e chiedere a tutti voi: pressiamo insieme sullo Stato Italiano, su tutti gli Stati. Perché si combattano una volta per tutte i trafficanti, senza fare “lotte di facciata”.

Il Governo non può (e parlo di tutti i Governi, non soltanto di quello attuale) ridurre tutto a una mera “operazione di lifting”.

E in ultimo vi faccio sorridere: sapete, per ironia della sorte, cosa è successo? Una volante della Polizia mi vede, mi dà l’ALT, chiede chi sono e perché ero con una prostituta. “Lei sà che non può farlo?”, mi dicono…

Inutile spiegare, per loro “quella lì” me la sono fatta, sono un mentecatto qualunque…

Così è la vita.

Luigi

NB: Qualcuno pensa sia una storia fra tante, mi correggo. È una storia assolutamente vera!

[origine]

Luigi Asero

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