di Luigi Asero

 

Colpisce e addolora il duplice lutto che ha colpito la città di Caltanissetta. Colpisce per le modalità, per le vittime, per il periodo in sé. Due i diversi incidenti che hanno visto in pochi giorni morire due anziane persone mentre altre due versano in gravi condizioni presso il locale ospedale Sant’Elia.
Brevemente i fatti: giovedì mattina 29 marzo il pensionato Salvatore Annaloro, 74 anni, viene investito in via Leone XIII vicino la parrocchia di San Biagio dall’autista di un furgone del servizio postale. Le condizioni appaiono subito disperate e Annaloro soccorso dai sanitari viene ricoverato in sala rianimazione dove si è cercato di limitare i danni del gravissimo trauma cranico riportato. Poco fa, intorno alle 19, il decesso.

Poche ore prima, nella stessa sala rianimazione è deceduta Lucia Costa, 82 anni, investita ieri 31 marzo mentre si recava alla Veglia Pasquale percorrendo via De Cosmi, insieme a lei sono state ferite (e versano in gravi condizioni) altre due donne di 82 e 93 anni. A investire il gruppo, in questo caso, una donna alla guida di una Fiat Panda di cui avrebbe perso il controllo per motivi ancora da chiarire.

Per entrambi gli incidenti si profila adesso la formulazione dell’ipotesi di reato di  omicidio stradale a carico dei due diversi guidatori “imprudenti”.

Fin qui la cronaca, brevissima, giusto per “inquadrare” lo sgomento in seno alla popolazione del capoluogo siciliano.

Lo sgomento però non basta a giustificare il verificarsi di due incidenti stradali di tale gravità nell’ambito di una città che, secondo l’ultimo censimento Istat, conterebbe poco più di 60 mila abitanti. Forse bisogna quindi osservare una serie di comportamenti, da più parti a denti stretti evidenziati, che riguardano sia i cittadini quanto le locali Istituzioni.

Se da una parte infatti è possibile notare come prevalga una specie di anarchia stradale con gran parte degli automobilisti spesso impegnati a osservare più i display dei moderni telefoni che non il parabrezza della propria auto, dall’altra si nota anche come, tranne pochi casi, il locale corpo di Polizia Municipale sembri più impegnato a elevare contravvenzioni con lo Street Control (che non ha un effetto immediato) che non a sanzionare atteggiamenti di guida che andrebbero subito repressi come appunto la guida utilizzando dispositivi elettronici quali smartphone o telefoni o il mancato uso della cintura. Naturalmente ciò è comprensibile se si tiene conto delle croniche carenze di organico, ma appare meno comprensibile quando si profila una sorta di “emergenza” a causa principalmente del comportamento indisciplinato e irrispettoso di ogni regola da parte di parte dei cittadini. Comportamento che riguarda tanto gli automobilisti quanto -spesso- gli stessi pedoni.

Non poche le lamentele, nei gruppi social di Facebook, in merito all’utilizzo delle rotatorie, troppo spesso causa di incidenti e troppo spesso giungla della regola sulla precedenza stradale. In questo caso però va rilevato che -a nostro parere (ma potremmo essere in errore)- le rotatorie in questione non presenterebbero particolari criticità se non il fatto, comune a diverse località del Sud Italia, che spesso gli automobilisti le affrontano come fossero “chicane” di Formula 1 e nell’assoluta ignoranza delle norme del Codice della Strada che ne disciplinano il funzionamento.

Altro capitolo poi è quello della carenza di opportuna segnaletica orizzontale e verticale disposta dai competenti uffici così come -spesso- il pessimo stato del manto stradale (problema comune ormai a troppe realtà italiane).

Ma in fondo sappiamo già che quest’analisi non piacerà a nessuno, perché scontenta tutti. Quasi nessuno ne esce assolto e tre anni dopo risuonano ancora le parole dell’ex comandante della Polizia Municipale, Parisi, che lasciando l’incarico nel settembre 2015 disse sibillino “Caltanissetta è una città strana…”

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Mi piace ascoltare, non semplicemente sentire. Il dialogo non è "parlare" ma consentire alle anime di incontrarsi

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