di Luigi Asero

Non ci sono cittadini-lavoratori che fino a ieri, 23 dicembre, non siano rimasti a lavorare per “produrre” (e pagare tasse). Ma se i cittadini sono responsabili del periodo di crisi che lo Stato (e in questo caso la Regione Sicilia) attraversa, lo stesso non si può dire per i “signori” deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana i quali hanno pensato bene di iniziare festeggiamenti e bagordi natalizi glissando sulla necessità di votare l’importantissimo Dpef (Documento di Programmazione Economica e Finanziaria) che era appunto all’ordine del giorno della seduta di ieri. Così il governo (se così si può ancora chiamare) Crocetta è stato battuto e la Sicilia rimane ancora senza questo importante piano di programmazione.

Il Dpef triennale 2016-2018 è stato infatti bocciato ieri proprio a causa della massiccia assenza di deputati della maggioranza. I numeri sono impietosi 45 presenti su 90 previsti. Così soltanto 21 hanno votato a favore contro altrettanti contrari e tre astenuti, paradosso poi che ben due degli astenuti (Giovanni Di Giacinto e Antonio Malafarina) siano proprio del Megafono-Pse, cioè la lista del governatore (sempre a sua insaputa) Rosario Crocetta, “croce e basta” dei siciliani.

Facciamo due conticini e vediamo come i deputati della cosiddetta maggioranza dovrebbero essere 56, a favore hanno votato in 21 e 2 si sono astenuti. Pertanto su 56 si sono presentati in Aula soltanto in 23. Se la matematica non è un’opinione…

Il Movimento Cinque Stelle chiede a questo punto le dimissioni dell’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, quello che secondo il dominus italiano Matteo Renzi dovrebbe risistemare i conti della regione siciliana. Ci sarebbe da piangere se non fosse che ormai ci hanno tolto anche gli stessi occhi.

Riferisce il Giornale di Sicilia che “il Pd, che in aula era rappresentato da 14 deputati sui 24 componenti del gruppo (nell’Udc un solo presente su 6), ha cercato di correre ai ripari, presentando un nuovo ordine del giorno, chiedendo alla presidenza dell’Ars di metterlo subito ai voti per ‘ripescare’ il Dpef, facendo leva su un precedente avvenuto nella trascorsa legislatura quando l’aula approvò con un odg alternativo il Dpef del governo di Raffaele Lombardo, che era stato bocciato qualche ora prima. Ma di fronte alla netta contrarietà delle opposizioni, che hanno richiamato il regolamento parlamentare ritenendo illegittima la presentazione di uno stesso ordine del giorno su un documento già bocciato dall’aula, il vice presidente di turno, Giuseppe Lupo (Pd), ha deciso di chiudere la seduta e rinviare i lavori parlamentari al 29 dicembre, data già calendarizzata in precedenza dalla capigruppo, rimettendo all’ordine del giorno il Dpef.”

Purtroppo per la Sicilia sembra che non ci sia via di scampo. Amministrata da incapaci e abbandonata pure dagli stessi. Il 2015 volge al termine, il 2016 con questa gente nasce sotto i peggiori auspici. Intanto si inaugura la “variante di valico” al nord e si prendono in giro i siciliani con improbabili “ponti sullo stretto” che servono soltanto come specchietto per le allodole.

Ci fregiamo soltanto, in Sicilia, di ministri indifferenti e presidenti silenti. La Sicilia al suo destino e chi è andato via ben ha fatto.

Tanti auguri.

 

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Mi piace ascoltare, non semplicemente sentire. Il dialogo non è "parlare" ma consentire alle anime di incontrarsi

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