festa-santagataMinacce alla ditta che doveva allestire i box della tradizionale fiera di Sant’Agata nell’area di corso Martiri della Libertà. Così l’azienda con un fax rimette l’incarico al comune che per decisione ufficiale del sindaco, Raffaele Stancanelli, sospende la fiera. “Sospeso il servizio di montaggio delle strutture per l’intervento non meglio precisato di persone che non vogliono che la fiera si svolga a corso Martiri della Libertà”.

“Mi risulta che uno dei responsabili della ditta nella tarda mattinata sia stato avvicinato da persone non meglio identificate che lo hanno invitato a non proseguire nei lavori perché la fiera di Sant’Agata ‘non s’ha da fare’, senza peraltro chiarirne i motivi. Un’intimidazione vera e propria di cui mi accingo a informare gli inquirenti con un esposto circostanziato. Intanto, vista la posizione dell’azienda la tradizionale Fiera non si terrà”.

Stancanelli ora “pretende chiarezza su questo episodio che conferma ancora una volta come sia difficile a Catania fare rispettare le regole, di chi con arroganza vorrebbe fare il proprio interesse a danno di quello collettivo su cui noi ovviamente rimaniamo intransigenti”

“I fatti sono questi – ha concluso Stancanelli – anche se qualcuno nelle prossime ore, forse, tenterà di dare versioni diverse per cercare ancora una volta di mistificare la verità”.

I fatti, per chi vuol ricordarli e metterli insieme, dicono che -fra i mille altri segnali- già in estate la mafia si era espressa impedendo la normale fruizione delle spiagge libere, con tutti i servizi. In quel caso si disse che l’imprenditore che aveva perso l’appalto, accecato d’ira, sparò (cercando di uccidere) al titolare dell’impresa aggiudicataria. Impresa che rinunciò a montare le attrezzature. In quel caso il comune affidò alla Multiservizi l’incarico di montare almeno le scalette e le rampe, mentre i volontari si occuparono della salvataggio.

Ora quest’ennesima incursione. Che siano fatti isolati appare realmente improbabile. Che la mafia provi a portare ulteriore disagio alla cittadinanza è un fatto.  Quella stessa mafia che ai festeggiamenti, come ogni anno, insieme ai “devoti tutti” sarà lì urlando a squarciagola “Viva Sant’Agata, Quantu ie’ bedda a Santuzza”.

Un grido che sembra, sempre più un “semu tutti mafiusi tutti?”, cui forse ci si aspetta un corale “Cettu, cettu!!” della cittadinanza.

Ma quest’anno Sant’Agata coincide con il carnevale. Forse sbagliamo ed è solo il brutto scherzo di un burlone.

Il resto sono, e restano purtroppo, chiacchiere da bar e incartamenti giudiziari fra i mille misteri di Catania e di Sicilia.

Luigi Asero

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Mi piace ascoltare, non semplicemente sentire. Il dialogo non è "parlare" ma consentire alle anime di incontrarsi

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  1. Gruppo Abele, “Dalla mafia allo Stato. I pentiti: analisi e storie”, Edizioni del Gruppo Abele (EGA), Torino, 2005. Il volume sarà in libreria al Nord da mercoledì 16 Marzo e al Sud da venerdì 18 marzo.

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