Secondo il “The Wall Street Journal” l’FBI (Federal Bureau of Investigation) avrebbe aperto un’inchiesta riguardante una fuga di notizie inerente un attacco informatico condotto dalla CIA (insieme all’Idaho National Laboratory e con la collaborazione del governo israeliano e altre agenzie per la Sicurezza Nazionale americane) contro gli impianti nucleari iraniani. L’attacco sarebbe stato lanciato attraverso il rilascio in rete di un worm (software maligno tendente a rubare informazioni telematiche) chiamato Stuxnet, worm effettivamente rilevato dalle autorità iraniane prima che l’informazione trapelasse attraverso la stampa americana.

È stato il “The New York Times” a pubblicare lo scorso venerdì le prime informazioni su questa operazione che doveva essere coperta dal segreto e di cui invece si parla in un libro di prossima uscita, scritto da David Sanger, giornalista dello stesso “The New York Times”.

Il portavoce del FBI, Paul Bresson non ha voluto rilasciare commenti sulla vicenda.

Questa è un’altra “grana” per l’amministrazione americana e per la Sicurezza Nazionale che segue l’altra inchiesta riguardante un agente della CIA che risultava infiltrato in Yemen ma che lavorava anche per l’organizzazione terroristica di “Al Qaeda”.  L’FBI teme che l’agente stesse fornendo informazioni per far esplodere un volo internazionale civile americano. Il nuovo scandalo, la fuga di notizie sul presunto cyber-attacco diventa quindi un problema per l’FBI e per l’opinione pubblica che vuole certezze.

La notizia dell’agente doppiogiochista fu data dall’Associated Press che però per giorni, su richiesta dell’amministrazione americana, l’aveva nascosta.

Immediate le ripercussioni politiche, secondo il senatore repubblicano John Mc Cain dell’Arizona è “incredibilmente inquietante” come l’amministrazione di Barack Obama possa perdere informazioni su un attacco cibernetico mirante ad acquisire informazioni in merito al reale utilizzo dell’uranio che il governo di Teheran dichiara essere solo per usi civili. I repubblicani accusano Obama e il suo staff  di far trapelare informazioni per fini elettorali.

La Casa Bianca però risponde che il programma cibernetico denominato “Giochi Olimpici” sarebbe iniziato con Bush e che semmai l’amministrazione attuale ha pressato perché desse concreti risultati. Ma dal CBS News mr. Sanger suggerisce che la fuga potrebbe esser stata favorita proprio per accusare indirettamente la precedente amministrazione (Bush) di aver avviato un programma in effetti poco sicuro.

Luigi Asero

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