Un mercantile italiano è stato sequestrato da pirati al largo delle coste del sultanato dell’Oman. La nave  “Enrico Ievoli” della compagnia Marnavi di Napoli,  trasporta 15.750 tonnellate di soda caustica ed era diretta verso il mar Mediterraneo. A bordo ci sono 18 persone, di cui 6 italiani (tutti siciliani), compreso il comandante Agostino Musumeci di Riposto (CT) e Carmelo Sortino, 48 anni, di Pozzallo (RG). Gli altri marinai sono di origini ucraine e indiane.

Il vicepresidente della società Marnavi SpA, Attilio Ievoli, ha dichiarato di essere in contatto con l’Unità di Crisi della Farnesina e ha aggiunto: “Speriamo che si riesca a risolvere al più presto la situazione. Abbiamo contatto le famiglie di tutte le persone a bordo, compresi gli stranieri”. La Marnavi, con sede in via Santa Brigida a Napoli, è specializzata in trasporti chimici e alimentari e ha nella sua flotta cinque navi. Già nel 2006 la stessa nave era stata attaccata da pirati somali ma il sequestro era stato sventato dal pronto inrtervento di una fregata della Marina Militare italiana, in pattugliamento nella zona proprio per prevenire queste aggressioni. Ormai molto frequenti. Infatti il golfo dell’Oman è una delle zone più a rischio per le navi. Frequenti gli arrembaggi, nonostante ci siano ben due missioni internazionali. Una della Nato, l’altra dell’Unione europea, proprio per cercare di garantire più sicurezza ai cargo di passaggio in quelle acque.

Le famiglie dei sei membri italiani dell’equipaggio temono di esser abbandonate dallo Stato. Ma dall’Unità di Crisi della Farnesina si replica: “Siamo in stretto contatto con le famiglie”. Gli fa eco il presidente del Senato Schifani che assicura: “Verrà fatto tutto il possibile”.

Questo ennesimo sequestro si un mercantile italiano arriva a meno di una settimana dalla liberazione, dietro pagamento di un riscatto, della “Savina Caylyn” e del suo equipaggio in ostaggio da febbraio. A fine novembre invece a far ritorno a casa dopo aver vissuto nell’inferno somalo per 7 mesi furono i 16 marittimi del cargo “Rosalia D’Amato”.

Luigi Asero

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