Ci pensavo questa notte, prima di prender sonno. È proprio un mondo strano il nostro. Un mondo in cui si piange per un campione che muore correndo a 300 all’ora. Un bravo ragazzo, simpatico, determinato, più introverso di quanto potesse sembrare. Con un sorriso che celava una introversione di fondo. Uno che girava il mondo per il Moto Gp, ma che poi amava la propria famiglia più di ogni altra cosa. Brutta fine quella di Marco, una ruota che ti passa sul collo in diretta mondiale. Ciao Marco, non penso ti seccherà sentire ciò che sto per scrivere. È dispiaciuto anche a me saperlo, vederlo poi in differita. Ma non più di quanto mi sia dispiaciuto per una mamma, credo si chiamasse Graziella, che è morta sfracellata dentro la sua auto pochi mesi fa su una strada qui vicino, in provincia di Ragusa forse… Non più delle centinaia di incidenti mortali che giornalmente si verificano nelle strade del mondo. Tu in fondo correvi per divertirti. Credo sia messo in conto il rischio. Come quello di ognuno di noi in qualsiasi attività compia. Con affetto Marco, con affetto Graziella… con affetto per tutti voi che incolpevoli non ci siete più.

Però resta un mondo strano il nostro… sembra si concentri sul piangere sempre e solo per uno. Il preferito del momento.

È un mondo strano questo in cui tutte le peggiori donne si spogliano per l’uomo più ricco d’Italia. E per protesta in settimana verranno le femministe ucraine. Contro la mercificazione che uomini come lui compiono del corpo femminile hanno avuto una geniale pensata le ragazze ucraine: di fronte palazzo Grazioli intendono spogliarsi anche loro. Per protesta. Tante lo fanno per denaro, tanto denaro, fiumi di denaro, loro no. Loro protesteranno. E lo faranno gratis.

Forse non siamo convinti che sia un mondo strano. Non ci basta. E allora proviamo a pensare altro.

Da circa un anno in Nord Africa sono scoppiate rivolte che hanno portato al declino di trentennali dittatori. Proteste violente con morti e feriti. Scontri durissimi. Manifestanti contro Esercito, poi Polizia con i manifestanti, poi insieme contro gli Eserciti. Scontri sanguinosissimi, devastazione di tutto ciò che si trovava sul percorso delle proteste.

Che mondo strano che li indicati come eroi e martiri. Come coloro capaci di fare la scelta giusta per liberarsi dalla tirannide. Lo stesso mondo di persone che grida qui da noi alla tirannìa delle banche e dei poteri forti, del Governo in carica. Lo stesso mondo che di fronte agli scontri durissimi di Roma grida al terrorismo e addita quei balordi a delinquenti da punire e isolare. Gli stessi che giorni prima su Facebook, sui blog, su Twitter inneggiavano alla rivoluzione italiana. Tutti a dire che “quelli” però han colpito le macchine dei poveri (come se un povero potesse mantenersi il SUV). Han colpito come i nordafricani, tutto ciò che gli veniva a tiro.

E personalmente sono contrario, ma infatti ero contrario anche per il nordafrica. Che poi… diciamocela tutta. Non è certo farina del loro sacco, sono stati abbondantemente ispirati e istigati da noi. Noi Paesi buoni che non ci basta mai il petrolio. Che gridiamo all’oscenità del costo del carburante ma siam tutti lì ad aspettare l’ennesima raccolta punti per mettere da parte oggetti che paghiamo con i nostri euro e il loro sangue.

Che mondo strano è questo… che grida all’esaurimento delle risorse alimentari e poi macera centinaia di tonnellate di generi alimentari per calmierarne il prezzo, che ipocritamente finge di piangere perché nei Paesi poveri muore un bimbo ogni 3 minuti di fame e poi festeggia la nascita presunta del 7miliardesimo essere umano.

Che mondo strano che dimentica i suoi defunti, la loro e nostra storia e li sostituisce con Hallowen… l’ennesima american_ata (ossia: cagata americana)… Che mondo strano il nostro…


Pubblicata su Facebook, lunedì 31 ottobre 2011 alle ore 22.36


Immagine copertina: Collage di immagini da me creato. La donna, simbolo di Vita, che con un fucile puntato viene raggiunta dalla Grande Sorella Morte… in una sorta di Fine del Mondo

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Mi piace ascoltare, non semplicemente sentire. Il dialogo non è "parlare" ma consentire alle anime di incontrarsi

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