di Luigi Asero

 

Sono sempre più frequenti le ispezioni di Polizia e Carabinieri nei locali della movida catanese, nei migliori (e non solo in quelli) bar della Catania che tutti i giorni si sveglia e trascorre le sue ore tra confusione, lavoro, caos e qualche fermata in un locale. 

Per un veloce pasto o piuttosto per un aperitivo. Locali apparentemente belli e lussuosi dove il dubbio però aleggia sempre: “è tutt’oro ciò che luccica?”

No, sempre più spesso dalle ispezioni emergono particolari inquietanti. Da cibo rinvenuto “non adatto all’alimentazione umana” a cibi scaduti, dalle scarse condizioni igieniche di conservazione degli alimenti alla presenza “non occasionale” di  blatte e altri esserini non proprio idonei alle cucine dei locali in questione.

E se è vero che qualche locale è passato indenne dai controlli dimostrando grande attenzione verso la propria clientela è altrettanto vero che per molti di questi sono scattate invece addirittura provvedimenti di chiusura dell’esercizio e sospensione della licenza.

Tutto passa, passerà anche questa ondata di controlli e tutto -forse- tornerà come prima. Quei locali continueranno a lavorare e la Catania con i suoi catanesi continuerà a essere affezionata clientela di ciò che -al sol sentire- ci provoca un vago senso di nausea.

Ma si sa, occhio non vede e cuore non duole. I catanesi continueranno a vedere vetrine luccicanti e forse i poliziotti passeranno addirittura per visionari… Tanto questa città non vede le occupazioni militari, omaggia i potenti… cosa volete sia una blatta nell’arancino?

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Mi piace ascoltare, non semplicemente sentire. Il dialogo non è "parlare" ma consentire alle anime di incontrarsi

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