Il ministro Francesco Profumo parla di scuola e non manca di accendere polemiche per delle idee forse innovative. Lancia quindi l’idea dell’abolizione dell’ora di religione. Idea certamente non gradita al Vaticano.

Ma lancia anche l’idea di una completa riforma delle lezioni di geografia. Il principio dell’idea è semplice: se il Paese è sempre più multiculturale i programmi scolastici vanno adeguati alle nuove esigenze e ai ragazzi che vi si avvicinano.

L’occasione per esporre queste idee è data dalla presentazione al MIUR della biblioteca ministeriale. Profumo spiega: “Credo che il paese sia cambiato, nelle scuole ci sono studenti che vengono da culture, religioni e paesi diversi. Credo che debba cambiare il modo di fare scuola, che debba essere più aperto. Ci vuole una revisione dei nostri programmi in questa direzione” e aggiunge poi “Ieri ero in una scuola con il 50% di alunni stranieri e mi hanno detto che imparano la geografia dai loro compagni che raccontano dei loro Paesi“.

Parlando poi del “concorsone” per la scuola il cui bando sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il prossimo martedì, Profumo precisa: “Credo che il concorso per gli insegnanti sia una grande opportunità e che le persone con grande saggezza parteciperanno, perchè è data loro la possibilità, indipendentemente dalla loro posizione in graduatoria, di accelerare il loro percorso e di entrare in ruolo prima di altri… il concorso stabilizza le persone in un momento così difficile: il fatto che il Ministero abbia messo in atto un processo di assunzione di circa 54 mila persone nell’arco di pochi anni è un segnale forte per la scuola e soprattutto per il Paese”.

Riferendosi poi all’immenso patrimonio culturale del MIUR Profumo ha spiegato che sarà digitalizzato l’archivio rendendone così fruibile a tutti gli utenti la consultazione via internet. Si tratta di circa 10 mila volumi, di grande valore storico custoditi nella biblioteca del Ministero dell’Istruzione, biblioteca che da ora in poi sarà aperta al pubblico dalle 9.30 alle 16.30. Obiettivo chiaro: rendere fruibile agli studenti di ogni parte d’Italia un patrimonio che per la prima volta forse viene realmente considerato “di tutti”.

Luigi Asero

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Mi piace ascoltare, non semplicemente sentire. Il dialogo non è "parlare" ma consentire alle anime di incontrarsi

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