• (+39) 380-1929568
  • luigiasero@aruba.it

Archivio mensile 31/12/2011

L’ultimo arrivederci a Stefania e al nonno Paolo

Ultima giornata del 2011 indimenticabile per il piccolo comune di Licodia Eubea. Si pensava al Capodanno in arrivo il 27 dicembre, ci si preparava a salutare il vecchio anno che va via per accogliere il nuovo 2012. Un rito forse,  sappiamo che spesso non cambia nulla. Ma un rito gioioso.

Fredda oggi Licodia Eubea, ci accoglie un vento gelido. Il navigatore ci aiuta a trovare il percorso per giungere in tempo, nessuno per le strade. Sembra quasi un paese fantasma. Ci avviciniamo alla Chiesa Madre. Sono tutti là gli abitanti di questa località. La Chiesa è gremita, neanche un posto in piedi. Una grande compostezza fra tutti. Ci sono tanti amici, conoscenti, compaesani, colleghi universitari. Ci siamo noi, blogger e giornalisti che siamo qui stavolta non per lavoro, ma per l’ultimo saluto a un’amica sconosciuta. Conosciuta purtroppo soltanto grazie alla cronaca nera.

Quella cronaca che alle 11 del 27 dicembre ha impietrito tutti. Stefania è morta, suo nonno che ha tentato di difenderla è morto, la nonna si è salvata soltanto perché ha fatto in tempo ad avvisare i Carabinieri.

Delitto passionale, raptus… se così si può definire un femminicidio allora va bene. Ma non è un “delitto passionale”, è un femminicidio. Stefania è stata assassinata squarciandole gola e torace perché ha deciso di troncare definitivamente una tormentata relazione. Uccisa perché aveva soltanto deciso di vivere.

Ci colpisce la compostezza con cui tutti ascoltano l’omelia prima e le belle parole di chi l’ha conosciuta in vita dopo. Parole di speranza, parole di ricordi che offuscano la mente liberandola al contempo. Una ragazza solare, con grande senso civico, con la voglia di aiutare gli altri e di contribuire attivamente a un mondo migliore. Sogni da ragazzi, sogni che meritano di vivere, di nutrire speranze per un mondo almeno più decente.

Sogni spezzati… infranti, squarciati.  Da una lucida follia, da un folle desiderio di possesso che non rispetta la natura umana, che non rispetta troppo spesso la donna, che non rispetta semplicemente il Creato. Chissà cosa penserà in questi momenti Loris Gagliano, il suo assassino. L’uomo che le prometteva eterno amore e protezione.

La Funzione si conclude, poi il lungo corteo accompagna Stefania e il nonno Paolo per le vie del paese fino al vicino cimitero, fino a quell’ultima casa dove per sempre riposeranno insieme. Lì la famiglia, distrutta pur nella sua estrema e incredula compostezza, riceve le condoglianze di tutti. Una processione infinita che dura forse più della stessa Funzione funebre. Calano le tenebre su Licodia Eubea. Sono ormai le 17.30. Pian piano le persone tornano sui loro passi. Stefania e nonno Paolo sono ormai giunti a destinazione. Per tutti noi era l’ultimo saluto.

Il freddo sembra diminuire, il vento si è calmato. Si rientra sulle proprie auto, ma quasi un senso di tepore ci accompagna. Sembra quasi che Stefania abbia voluto ricambiare tutto l’affetto ricevuto dandoci ancora un po’ del suo calore, della sua gioia di vivere. Era un ultimo saluto, ci rendiamo conto che è soltanto un “arrivederci”.

Il 2011 di Licodia Eubea è finito, come nel resto del mondo ormai. Fra poco meno di due ore entra il 2012. Ma questo 2011 Licodia non potrà più dimenticarlo.

Luigi Asero

Stefania Noce, strage premeditata

Questa la convinzione degli investigatori che continuano gli accertamenti sulla base di quanto ritrovato in possesso a Loris Gagliano. La tesi è avvalorata anche dalla denuncia (purtroppo soltanto contemporanea alla strage, cioè la stessa mattina) di un sabotaggio ai freni della Fiat Stilo della mamma di Stefania, Stilo che era custodita in un garage cui aveva accesso anche l’assassino e che già in passato aveva subìto il danneggiamento di alcuni pneumatici, fatti avvenuti dopo la rottura della travagliata storia durata circa quattro anni fra Loris e la sfortunata Stefania.

I Carabinieri stanno anche cercando di capire se esiste un collegamento tra Loris e la presenza di una balestra abbandonata in vicinanza della casa dove è avvenuto il terribile duplice omicidio.

Stefania, molto impegnata nel sociale e attiva in varie forme di volontariato sociale forse mal si trovava con la innaturale introversione di Loris, forse presagiva la tristezza di un rapporto che non aveva sbocchi. Mai però, a seguito delle sue insistenze di tornare almeno amici, avrebbe immaginato che la fine della relazione sarebbe coincisa con la terribile fine che cieche mani assassine le hanno riservato.

I funerali di Stefania e del nonno Paolo si svolgeranno domani, sabato 31 dicembre alle 15.30, a Licodia Eubea.  Dopo l’ultimo viaggio verso il cimitero locale.

Luigi Asero

Duplice omicidio di Licodia Eubea: finita la fuga dell’assassino

È stato fermato dai Carabinieri, lungo il lungomare di Acate (in provincia di Ragusa), Loris Gagliano. Il 24enne che stamattina ha assassinato a colpi di coltello la sua ex fidanzata Stefania Noce insieme al nonno Paolo Miano di 71 anni, è stato arrestato dai carabinieri di Acate. I militari di Licodia Eubea insieme ai colleghi della compagnia di Caltagirone, si erano messi subito alla ricerca del 24enne fuggito con la sua Ford Ka. Il delitto è avvenuto intorno alle 11 di questa mattina al culmine di una violenta lite scoppiata in casa dei nonni della ragazza, in via Cairoli a Licodia Eubea. Al folle gesto avrebbe assistito la nonna di Stefania, rimasta ferita al torace anch’essa. Ci sarebbe un movente passionale all’origine del duplice omicidio. La decisione di Stefania di troncare la loro relazione non è stata accettata dal giovane Loris, carattere introverso (al contrario di Stefania), iscritto alla facoltà di Filosofia dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Il giovane si sarebbe appartato con la ragazza al piano superiore. I due avrebbero cominciato a litigare animatamente, tanto da far accorrere dal primo piano i nonni, che però sono arrivati dopo che Loris aveva accoltellato Stefania alla gola e al torace. A questo punto, la furia omicida del giovane si sarebbe rivolta verso la seconda vittima, Paolo Miano, anch’egli accoltellato alla gola e al torace. La moglie di quest’ultimo, scampata alla mano dell’assassino che stava inseguendo il marito, sebbene ferita, con una telefonata ha avvertito la figlia, che ha chiamato i Carabinieri.

Dopo il sanguinoso raid l’omicida è salito a bordo della sua Ford Ka, cominciando una fuga senza meta finita sul lungomare di Marina di Acate

I militari dell’Arma, che hanno fermato il giovane ancora con i vestiti sporchi di sangue, hanno rinvenuto anche il coltello utilizzato per l’aggressione. Gagliano ancora in stato confusionale, vistosi intrappolato (tutte le possibili vie di fuga erano state infatti chiuse da posti di blocco) non ha opposto resistenza all’arresto.

Gli investigatori vogliono adesso accertare se l’assassino abbia portato il coltello con sé all’appuntamento con la fidanzata o se l’abbia trovato in casa dei nonni della giovane. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Caltagirone Giulia Troina. L’autopsia sui corpi delle vittime sarà eseguita domani.

Luigi Asero

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: