6 NOVEMBRE 1941 – 5 ANNI

1941 – CINQUE ANNI

“I ricordi dell’infanzia consistono presso tutti, credo, in una serie di impressioni visive molte delle quali nettissime, prive però di qualsiasi nesso cronologico …”

Giuseppe Tomàsi di Lampedusa         

Ho cercato, e spero di esserci in parte riuscito, di dare a queste mie impressioni visive, nei limiti del possibile, un nesso cronologico.

I nomi delle persone sono stati cambiati per conservare l’anonimato.

 

Sei novembre 1941 – Cinque anni

Nasce colei che poi diventerà mia moglie. Colei con la quale, dal giorno che le ho detto “ti amo” fino ad oggi ho condiviso, nel bene e nel male, con alterne vicende, con gioia e con dolore, oltre cinquanta anni della mia vita.

14 novembre 1941

C’è la guerra. L’Italia, alleata con la Germania e il Giappone combatte contro l’Inghilterra, la Francia, la Russia e gli Stati Uniti.

Sono a casa. All’improvviso si ode il rombo degli aerei e poi lo scoppio delle bombe. Il mio ricordo è molto vago. C’è un gran fuoco nella stanza da pranzo, proprio di fronte al balcone. Fuoco e fumo da soffocare.

Mi portano via. Ricordo che mio padre prendeva i vasi con le piante dal terrazzo e gettava la terra sul fuoco. Poi venne anche mio zio Nino. Assieme salivano i sacchi di sabbia che proteggevano l’ingresso del garage che fungeva da rifugio antiaereo e gettavano la sabbia sul fuoco.

Poi mi raccontarono che quella sera gli aerei avevano bombardato la città. Avevano lanciato degli spezzoni incendiari. Due spezzoni avevano colpito la nostra casa e due erano caduti nel cortile. Quelli che avevano colpito la casa avevano sfondato il tetto sia nella stanza da pranzo, che nella stanza da letto e si erano incastrati nel pavimento.

Per fortuna mio padre e mio zio erano riusciti a spegnerli prima che la casa prendesse fuoco.

1 gennaio 1942 – Nasce la mia sorellina.

C’è la guerra e mio padre prende in affitto una casa a … …, dove ci trasferiamo vicino alla casa di mio zio Meno e mia zia Peppina. Io vado ad abitare con gli zii. Infatti ho la pertosse (tosse convulsiva) e non si doveva correre il rischio di contagiare la mia sorellina che deve nascere da un momento all’altro. Mia zia Maria (parlerò di lei ampiamente in seguito) si occupa di me. La notte di capodanno nasce la mia sorellina.

Giugno 1942 – Sei anni

Compio sei anni e completo la prima elementare.

Ottobre 1942 – seconda elementare

Inizio a frequentare la seconda elementare. La paura dei bombardamenti e le voci di uno sbarco imminente delle truppe alleate ci costringe a lasciare la nostra città e a trasferirci in campagna, una frazione a cinque km di distanza. Poiché non posso frequentare la scuola i miei genitori mi mandano a lezioni private presso una maestra che abita a poca distanza dalla casa in cui ci troviamo. Mi dicono che a giugno ho fatto gli esami per essere ammesso in terza elementare, ma io non lo ricordo. La maestra presso cui andavo comprava dei giornali che avevano il titolo “Cronache della Guerra” e io li leggevo con avidità.

Mio padre si recava tutti i giorni a lavorare in città e poiché gli avevano sequestrato la macchina ci andava in bicicletta. Una volta, mentre stava ritornando a casa, un aereo che volava a bassa quota lo ha mitragliato. Ha fatto appena in tempo a buttarsi a terra e ripararsi dietro un muro.

Estate 1943 – Sette anni

La guerra continua. Noi siamo sempre in campagna. Vedo passare una colonna di carri armati tedeschi diretti verso sud. Sono carri armati Tiger e sono enormi. Camminano lungo la strada nazionale muovendosi a scatti verso destra e verso sinistra. Fanno questi movimenti per sfuggire al tiro dei cannoni anticarro dei nemici. La sfilata di questi carri dura un intero giorno e tutti siamo impressionati dalla grandezza e dalla potenza di questi carri armati. Apprenderò, molto tempo dopo, che si trattava della famosa divisione corazzata Goering.

Il 10 luglio le truppe alleate sbarcano in Sicilia. Noi per maggiore precauzione ci trasferiamo in un’altra campagna, quella di mia nonna, che si trova più in collina in un posto isolato e lontano dalla strada nazionale sulla quale passano spesso truppe e viene con frequenza bombardata e mitragliata dagli aerei. Apprenderò in seguito che in quei giorni, esattamente il 26 luglio, il re Vittorio Emanuele ha accettato le dimissioni del Duce e ha nominato capo del Governo il generale Pietro Badoglio.

Sono i primi giorni del mese di agosto. Le truppe alleate avanzano e quelle tedesche si ritirano. Passano aerei che mitragliano. Fuggiamo anche dalla casa di campagna di mia nonna e ci nascondiamo per tre giorni su in montagna tra i boschi, mentre gli inglesi, che avanzano, combattono contro i tedeschi che si ritirano.

Quando i soldati tedeschi si sono definitivamente ritirati e nella zona sono entrati gli inglesi, torniamo nella campagna di mia nonna. Il paese vicino è stato occupato dagli scozzesi con il loro caratteristico gonnellino. Poi, quando la situazione diventa meno critica, ci trasferiamo nuovamente nella campagna più vicina alla città da dove mio padre in bicicletta può raggiungere il suo posto di lavoro.

Mentre siamo qui assistiamo al passaggio del grosso dell’esercito delle truppe alleate. Sono dirette verso nord. Sfilano ininterrottamente per tre giorni e per tre notti. Sono i primi giorni del mese di settembre del 1943. È una interminabile colonna di carri armati, di autoblindo e di mezzi anfibi carichi di truppe. Tre carri armati sfondano il muro della strada nazionale e cadono proprio dentro la campagna in cui noi ci troviamo. I soldati che li occupavano tagliano gli alberi e montano le tende per accamparsi proprio accanto alla nostra casa.

L’8 settembre 1943 viene firmato l’armistizio tra l’Italia e le truppe alleate. Lentamente la guerra da noi finisce, mentre continua nel resto dell’Italia.

Autunno 1943 – Ritorno a scuola

Torniamo in città e torno a scuola.

L’anno successivo frequento la quarta elementare, ho un professore nuovo molto giovane, che mi seguirà anche in quinta elementare e in prima e seconda media. Con lui si instaura un legame di amicizia che dura ancora oggi (ha superato i 90 anni e siamo ancora in contatto).

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