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Talebani a Kabul, stragi. Attaccati Parlamento e Ambasciate

Violento attacco su larga scala sferrato dai talebani a Kabul, sono stati contemporaneamente attaccati diversi obbiettivi fra i quali lo stesso Parlamento, diversi parlamentari hanno partecipato insieme ai militari governativi alla difesa dello stesso sparando più volte contro gli attentatori.

Anche il quartiere delle ambasciate è stato attaccato e diverse esplosioni (almeno sette) sono state distintamente udite, sarebbero ancora in corso anche delle violente sparatorie.  Assaltata l’ambasciata iraniana mentre razzi avrebbero colpito le ambasciate di Russia e Germania.

Si spara anche vicino all’ospedale a Kabul di Emergency che ha mobilitato tutto il personale della struttura pronto a ricevere i feriti per le cure. Grave la situazione allo Star Hotel, che sarebbe stato occupato da un gruppo di kamikaze e non si è salvato dall’attacco neanche il centro delle operazioni Isaf, distante 10 Km da Kabul e che sarebbe sotto attacco, difeso da forze di Turchia e Grecia.

Due kamikaze si sono stati esplodere in un attacco contro l’aeroporto di Jalalabad, importante base Nato nell’est dell’Afghanistan, vicino ai confini con il Pakistan, causando numerosi feriti.

Non si hanno notizie di morti o feriti nelle sedi diplomatiche o tra le forze di sicurezza afgane e straniere. Si sa solo che un soldato della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) è morto nell’Afghanistan orientale

I talebani hanno annunciato di aver attaccato il quartier generale del presidente afghano, Hamid Karzai, nel mirino talebano c’era anche Mohammad Karim Khalili, uno dei due vicepresidenti del Paese. Un commando di tre miliziani è stato catturato prima che raggiungesse la sua abitazione, nella parte
occidentale di Kabul: due di loro sarebbero stati uccisi.

Sembra che non siano finora coinvolti italiani negli scontri.

Luigi Asero

Navi da guerra iraniane attraversano Suez

Il comandante della Marina Militare iraniana, ammiraglio Habibollah Sayyari, ha annunciato all’agenzia ufficiale Irna che navi militari iraniane sarebbero entrate nel Mediterraneo attraverso lo Stretto di Suez. L’operazione, che non è comunque la prima nell’ultimo anno, avrebbe il duplice scopo di mostrare la potenza della Repubblica Islamica e, al contempo, di portare un messaggio “di pace e amicizia” ai Paesi della Regione.

Le due navi sono l’incrociatore  “Shahid Qandi” e la nave cisterna “Kharg”. Entrambe sarebbero dirette verso le coste siriane. Le due unità già all’inizio di febbraio hanno effettuato uno scalo tecnico a Gedda, in Arabia Saudita. Iran e Siria hanno infatti firmato un accordo per la cooperazione nell’addestramento navale e Teheran non ha alcun trattato navale in vigore con altri Paesi della Regione. Il transito nel Canale che Israele definisce  una “provocazione” è stato autorizzato dalle autorità militari egiziane.

Secondo la televisione iraniana “Al Alam”, citata dal quotidiano israeliano Haaretz, le due navi iraniane avrebbero attraversato oggi il Canale di Suez e sarebbero dirette in Siria. Ma l’agenzia Fars ha invece smentito la notizia ed ha precisato che le navi attraverseranno il Canale di Suez solo nella giornata di domani. È quindi mistero sulla effettiva portata della notizia. Certo qualcosa a Suez si muove.

Già nel febbraio 2011 la Marina iraniana aveva effettuato operazioni nel Mediterraneo suscitando le ire di USA e Israele. Erano le prime manovre dopo la rivoluzione del 1979 che portò al rovesciamento dello Scià e alla nuova Repubblica islamica.

Luigi Asero

 

 


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