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Quando è il caso di lasciar spazio alla pietà…

Quando è il caso di lasciar spazio alla pietà…

È di pochi giorni fa la notizia del sequestro lampo di una 24 enne, Barbara Vergani, avvenuto nel novarese. La ragazza è stata maldestramente sequestrata e rilasciata circa 24 ore dopo, senza alcun riscatto. In base alla paura. La paura di chi non sa delinquere e tenta. Per disperazione, per rabbia forse… Ma in questo caso certamente per disperazione. Per non poter arrivare neanche a metà mese.

Tanti i motivi che portano a questa triste deduzione, triste forse più della stessa azione criminosa. Triste perché il denaro, questo “dio maledetto”, porta anche a cambiare il proprio carattere, il proprio stile di vita, i propri ideali. La donna all’atto del rilascio della povera e spaventata Barbara, le ha chiesto scusa. Ha cercato durante quelle infinite 24 ore di trattarla col massimo rispetto. Sperava forse di farla almeno franca con l’aggiunta che questo mese oltre ai soldi spesi per il suo cibo aveva speso anche i soldi per dar da mangiare a Barbara…

Barbara ha capito e compreso, malgrado la paura subita, la felicità per il rilascio le ha fatto dire che comunque aveva già perdonato. Barbara ha 24 anni come detto, la sua famiglia è benestante… ha saputo comprendere. Oggi forse sta facendo le stesse considerazioni che faccio io.

Alessandra invece, ha quasi 60 anni. Ha lavorato e nel suo piccolo, dato lavoro. Ha provato a far l’imprenditrice ma la crisi l’ha sopraffatta. Ha chiuso, è vissuta con un debito per lei pesante, ha avuto paura. Ha provato, dopo l’onestà, a delinquere, insieme ad altri due complici (altri due “morti di fame”, che in questo caso non si intende in senso dispregiativo) ha provato a fare un salto di qualità. Non è riuscito. Oggi ha molti più guai di una settimana fa. È debole, credo che la vergogna possa portarla anche a gesti estremi. La vergogna e la paura di tornar presto fuori ad affrontare una vita che le stava facendo anche perdere i suoi princìpii tutto sommato onesti… a 60 anni, quando dovrebbe invece godere dei sacrifici di una vita..

Non si può accettare che le difficoltà portino a delinquere, e la giustizia ordinaria deve fare comunque il suo corso pur con tutte le attenuanti del caso. Ma non spetta a me dire ciò che i giudici dovranno decidere. Sanno bene quale sia il loro lavoro.

Racconto questo perché vorrei far capire quanto sia sbagliato vivere per il denaro, che deve servire all’uomo. Ma che come il peggiore dei demoni porta gli uomini a vivere per esso.

Se mai questo post giungesse alla dolce Barbara, che è una ragazza di animo sensibile (lo dico perché lo ha già dimostrato nei fatti), chiedo a Barbara: so che è difficile, ma se puoi stai vicina  a questa donna, a queste persone. Credo che in eterno se un Dio c’è (e io lo credo) se ne ricorderà… Per il resto, ognuno pensi ciò che vuole. La mia non è una “verità”, ma solo una personale opinione…

Luigi Asero

Luigi Asero

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