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Lealtà e bugie

Lealtà e bugie

Mi sono spesso soffermato sulla totale indifferenza di gran parte delle persone rispetto alla generale ipocrisia che ci circonda. In un altro blog che da tempo gestisco su Virgilio* ho scritto un post apposito. Purtroppo giornalmente mi ritrovo davanti persone ipocrite, persone pronte a fare della bugia il loro unico Credo. Persone che pensano che solo la bugia possa aiutarle a vivere e ad “andare avanti”. Convinte d’esser brave a saper gestire la situazione e a non scoprirsi.

La mia visione di questo modo di pensare e di ragionare mi fa credere che così non possa essere. Per una serie di motivi. Innanzitutto va tenuto presente che – come dice un proverbio famoso – “il diavolo fa le pentole ma si scorda sempre i coperchi”, questo è sistematicamente vero. Fino a oggi ho ascoltato una persona smentire sé stessa rispetto a quanto aveva sempre affermato. E lo ha fatto con una naturalezza disarmante. Come fosse normale tutto ciò.

Mille volte sento dire ad altre persone “ma io sono furbo/a, non mi scopro di certo”.

Il punto non è scoprirsi. Il valore di una persona si scopre comunque, è solo questione di tempo. E per quante grandi caratteristiche possa possedere, la bugia è capace di azzerarle tutte. La capacità di mantenere la lealtà rispetto a qualunque motivazione possa portarla a tradire è l’unica cosa che dà il valore di una persona. Ho sempre ammesso che una persona possa essere anche isterica, o depressa, o avere mille buoni motivi per apparire anche “cattiva”. Ma deve possedere la lealtà. Per un motivo chiaro e lampante come l’esistenza del sole. Non deve apparire vigliacca. Mentire, raccontar bugie (specie se al fine di ottenerne un personale tornaconto) vuol dire non aver “le palle” per affrontare la realtà, non saper gestire i propri rapporti interpersonali, non saper neanche cosa realmente di desidera ottenere.

Le bugie di tutti, giornalmente ci sommergono. Dai governanti alla vicina di casa, dal parente al socio di lavoro.

Forse questo problema è nato con il genere umano. Ma mi chiedo: è così difficile imparare dagli animali ad essere spontanei ed istintivi? Se un cane ringhia dà un messaggio chiaro “non mi stai simpatico”, se ti fa le feste è un tuo amico. Punto. Semplice. Sai sempre che cane hai di fronte! Con l’essere umano no. Non lo saprai mai fino in fondo.

Ho sempre creduto (a modo mio) nella reincarnazione. Ecco, caro Dio, una preghiera: se devo rinascere fa che rinasca animale. Che’ il genere umano m’ha proprio stufato!

Luigi

*Blog non più esistente

[origine]

Luigi Asero

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