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La Sicilia, i problemi delle città, la “sicilianitudine”

La Sicilia, i problemi delle città, la “sicilianitudine”

I “social” diventano spesso opportunità di riflessione, si discute virtualmente e ci si confronta. Nasce così un commento al post di un utente nisseno che si lamenta (giustamente) del degrado della bella cittadina posta al centro dell’isola (Caltanissetta appunto) e dell’inerzia dei concittadini che pur pagando servizi quali la raccolta rifiuti o piuttosto il servizio idrico (spesso razionato) non alzano la voce per ottenere ciò che di diritto spetterebbe loro. Nasce così il ragionamento sulla “sicilianitudine”

La “sicilianitudine”. Mi spiego meglio, spero di riuscirci, queste situazioni sono comuni a tutti i centri maggiori dell’isola, da Catania a Palermo, da Caltanissetta a Siracusa (che pare abbia addirittura la stessa amministrazione, tali e tante sono le similitudini), da Messina ad Agrigento e da Acireale a Termini Imerese, ecc ecc.
C’è nel popolo siciliano una sorta di sentimento che lo porta non a protestare (social a parte) per il pranzo che gli viene negato bensì a ringraziare per le briciole lasciate in terra che gli vengono concesse.
C’è nel popolo siciliano una sorta di asservimento al potere che è visto non come servitù, ma come forma di “ingraziamento” perché non si vengano a conoscere le piccole magagne private (dal piccolo abusivismo di qualsiasi natura al posto di lavoro seppur temporaneo immeritatamente ottenuto). C’è nel siciliano una sorta di gratitudine per quei servizi che non funzionano e che -occasionalmente- diventano occasione per farla franca rispetto a minimi illeciti.
La “questione Montante” chi ne parla? Chi ha capito che la città ingessata è anche e soprattutto effetto di ciò che il Montante assieme a una precisa cricca ha compiuto negli anni? E la “questione Ciancio” a Catania (che poi riguarda tutta la Sicilia e che al Montante è collegata)… vede persone puntare il dito per il velo finalmente squarciato? No, ho visto fior fiore di giornalisti e politici e imprenditori e persone comuni preoccuparsi solo della sorte dei suoi “autorevoli” organi di stampa. Ma autorevoli de’ che? D’aver sempre distorto l’informazione -e tutti tacitamente lo sanno- per interessi privati personali o elitari?
Così è. E ciò che è peggio che i Montante e i Ciancio prima o poi -anche solo per evoluzione naturale- passeranno, il resto, questa sicilianitudine rimarrà. Perché nessuno vede la potenzialità dell’enorme campagna che è la Sicilia se tutti assieme vi lavorassimo, ognuno vede soltanto il suo pollaio. E in mancanza del suo pollaio difende quel pollivendolo che gli lascia le scorzette rotte delle uova. Tant’è.

Luigi Asero


Se lo Stato italiano volesse davvero sconfiggere la mafia, dovrebbe suicidarsi” (Leonardo Sciascia)


Luigi Asero

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