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Famiglia? E serve la politica?

Famiglia? E serve la politica?

Non si sente altro in questi giorni… “il ministro per le politiche….”, “il cardinal …”, “i sindacati uniti nella richiesta di…”, ecc ecc ecc
L’unica verità che mi sembra di percepire è che si è ri-trovato uno spazio per mettersi in mostra, per raccogliere consensi, per mostrare la propria aria da bravi ragazzi in un momento in cui la maggioranza delude le aspettative e le promesse, mentre l’opposizione vede rodersi all’interno da mille sterili polemiche su leadership veramente molto dubbie. La Chiesa in tutto ciò esprime legittimamente la propria opinione, ma appare veramente distante dalle necessità reali delle famiglie italiane. Anche perché mentre Governo, opposizione e sindacati devono occuparsi dei problemi interni alla Chiesa spetterebbe di occuparsi dei problemi di tutto il suo gregge sparso nel mondo… Ma par che dal Vaticano non si riesca a vedere oltre le mura di Roma. Qualcuno dice che la Chiesa fa politica, io credo semplicemente che sia stata così abituata da chiunque abbia governato o regnato negli italici territori.
Credo che mai come nei problemi della famiglia valga il detto secondo cui “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Perché?
Semplicemente perché le famiglie italiane vivono sì una crisi economica, ma c’è poco da fare è la diretta conseguenza della crisi commerciale e industriale. Meno lavoro=meno stipendi e vita più cara.
La vera crisi (e qui correttamente forse si muove la Chiesa) è quella dei valori. Le crisi economiche periodicamente hanno stretto l’italia, ma ciò non impediva unioni familiari e figli, con stenti forse. Ma con la felicità dei nostri nonni che ancora si commuovono al ricordare il loro matrimonio o la nascita dei nostri genitori.
Oggi invece “il grande passo” si fa allegramente, tanto c’è il divorzio. Non sono contrario a quest’ipotesi, ma come ultima chances… Non come panacea di ogni scelta sbagliata.
E che dire del modo di far crescere i figli, sì alla libertà. Ma il rispetto altrui? Invece oggi si intende che i nostri possono far quel che vogliono. Senza regole, senza punizioni. Ma anche senza carezze o affetto. Senza giocar con loro. Per quello si delega alla TV e alla Play Station.
Non mi stupisce che il non poterla usare abbia condotto un giovane a uccidere il compagno di stanza ieri in America.
Si delega al mondo esterno la nostra responsabilità, si delega al mondo esterno la nostra sicurezza, si delega al mondo esterno la nostra salute, si delega al mondo esterno il nostro futuro.
Si dimentica però che il mondo esterno è fatto da altri “noi”. Due sole mosse spettano a tutti noi per salvare la famiglia.
La mossa del dialogo e la mossa dell’Amore. Il resto vien da sé, senza politici e senza opinionisti dell’ultimora. Come me in questo momento.
Luigi Asero
Luigi Asero

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