• (+39) 380-1929568
  • luigiasero@aruba.it

Archivio mensile 29/04/2012

Sgarbi a Catania presenta il suo ultimo libro “Piene di grazia”. E non soltanto.

Sgarbi firma autografi

L’incontro, svoltosi sabato 28 aprile al Circolo Canottieri Jonica e presentato dalla brava e bella giornalista di Telecolor, Valentina Sciacca, si potrebbe riassumere con poche parole: novanta minuti di piacevole intrattenimento culturale, misto a cenni politici e tanta sana ironia.

Il tempo è sembrato volar via e la sensazione finale è stata quella di voler ascoltare Sgarbi ancora per molto tempo, che l’incontro non avesse fine così presto. Ma certo non si può dire che Vittorio Sgarbi si sia risparmiato. Tutt’altro.

Di certo la dialettica non gli è mai mancata e l’argomento trattato, la presentazione del suo libro, ne ha consentito forse una delle migliori performance. Brillante  e acuto non ha perso occasione per bacchettare chi ne ha boicottato l’attività politica (determinando lo scioglimento per mafia del comune di Salemi di cui era sindaco), ma anche bacchettando senza mezzi termini (da par suo) la generale assenza di cultura artistica, soprattutto in larga parte dei giovani under 40 in Italia. Ma è poi nella descrizione delle opere d’arte da lui esaminate in “Piene di grazia. I volti della donna nell’arte” (Ed. Bompiani) che le sue parole sono state fluenti e piacevoli come solo “donne e arte” possono essere.

In fondo Vittorio Sgarbi non ha certo mai fatto mistero della sua passione per le donne, lo conosciamo dagli show televisivi quando spesso riesce anzi a provocare la platea con esplicite confidenze sulla sua vita e sul suo modo di vedere la sessualità.

Il tema della donna è centrale nel suo libro che esamina la figura, in maniera cronologica, partendo dal Medio Evo e fino ai giorni nostri. La donna che non dipinge ma che è soggetto della pittura, la donna che è Madonna, madre, corpo e anima, la donna vista come immagine e come immaginario.

Nell’opera si tratta dell’amorevolezza con cui la donna si rivolge al figlio che spesso tiene fra le braccia, cui concede il suo seno, la Vergine Maria ritratta dai più grandi pittori. Da Cimabue a Masaccio, da Van Eyck a Piero Della Francesca e ancora da Leonardo a Raffaello, da Antonello da Messina a Carpatico.

E poi appare stupenda l’interpretazione del “Sogno di Sant’Orsola” di Vittore Carpaccio, che Sgarbi fa suggerendo al lettore una spiegazione cui pochi forse hanno pensato: ammirare il quadro non significa immaginare la scena ritratta, ma entrare nella mente della giovane che dormendo sogna l’Angelo. E nell’attesa del martirio dorme placidamente nella sua metà letto senza scomporsi. Una visione che sembra quasi prender forma nelle parole di Sgarbi.

In fondo la donna è da sempre – insieme – simbolo di vizio e virtù. Nell’arte la donna è sempre stato personaggio principale e così è anche nell’esame che l’autore ne fa in questo libro. Andando oltre l’immagine e provando a indagare nell’anima dei pittori che le hanno ritratte.

Ma come si diceva all’inizio, l’incontro è stato anche occasione per parlare di politica, dell’immotivata richiesta di scioglimento del consiglio comunale di Salemi, del modo di fare politica in Sicilia dove un candidato è “ostile” in una cittadina e “gradito” in altra. Dallo stesso partito, il cui segretario (Angelino Alfano ndr), risponderebbe di non aver saputo della contestuale candidatura in altro comune. Giochi di potere a cui Sgarbi risponde chiaramente di non voler sottomettersi. E che non gli faranno lasciare la Sicilia per non arrendersi a questo Stato che decide di comandare a casa dei siciliani imponendo decisioni.

È anche brillante Sgarbi, come sempre, e non mancano occasioni per qualche risata come nell’episodio in cui riferendosi al “caso Ruby” fa una veloce differenza fra l’ex e l’attuale premier: Berlusconi la aiutava mantenendola “è una mantenuta”, Monti le chiederebbe intanto i 40 euro per la tassa di soggiorno.

L’incontro infine, fra scroscianti applausi, si è concluso.

Soltanto un attimo torniamo all’inizio per ricordare le parole della brava Valentina Sciacca: “Per conoscere veramente Vittorio Sgarbi bisogna leggere almeno uno dei suoi libri“, aggiungeremmo: e anche partecipare ad almeno un incontro con lui.

Luigi Asero

Lampedusa isolata: dal 5 maggio stop ai voli Meridiana Fly

Dal 5 maggio raggiungere Lampedusa sarà possibile solo via mare. Traghetto o barcone che sia. La compagnia Meridiana Fly infatti, che opera in perdita sulla tratta, ha deciso di sospendere il servizio a partire dal 5 maggio prossimo. E nessuna compagnia sembra intenzionata a rilevare la linea aerea.

Raggiungere o lasciare Lampedusa, pertanto, sarà possibile soltanto tramite traghetto (8 ore di viaggio e soltanto in condizioni del mare ottimali). Inevitabili i disagi per la popolazione dell’isola che vive prevalentemente di turismo e che, a questo punto, vede seriamente a rischio il proprio futuro. Chi vorrà raggiungere Lampedusa se non esistono più collegamenti sicuri e veloci? Pochi, pochissimi, col tempo nessuno forse.

Un altro pezzo di Sicilia che viene completamente abbandonato a sé stesso nella più assoluta indifferenza della politica impegnata in inutili promesse e dubbie difese presso -ormai- quasi tutti i Tribunali della Repubblica.

Le ragioni della compagnia Meridiana sono chiare, una azienda privata lavora per lucro e non è possibile mantenere un servizio in perdita. Ma le ragioni dei lampedusani? Le ragioni del turismo in Sicilia? Le ragioni di una Sicilia depredata di tutto?

Alberghi e residence, in vista della stagione estiva registrano ora un record negativo: quello della cancellazione di tutte le prenotazioni.

A Lampedusa si arriva più facilmente su un barcone, da clandestini. Una qualsiasi persona che vuol raggiungere Lampedusa deve prima arrivare a Porto Empedocle (cosa non facile per un turista proveniente da fuori Sicilia), qui attendere la mezzanotte quando il traghetto salperà, mare permettendo e a Dio piacendo…

Lampedusa passa così dalle promesse di campi da golf al piano colore, dal rimboschimento alla zona franca… per arrivare alla “zona morta”. Un bel passaggio non c’è nulla da eccepire.

Neanche per le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio i lampedusani che risiedono fuori dall’isola potranno rientrare. Vito Riggio, presidente dell’Enac, dopo il fallimento della trattativa dichiarava: “A questo punto l’unica soluzione è la trattativa privata per consentire la prosecuzione del servizio. Ovviamente serve l’accordo tra ministero, Enac e Regione e il via libera della Comunità europea“, ma proprio ieri la finanziaria regionale approvata ha tagliato ulteriormente i fondi per i trasporti.

Una umile proposta potrebbe a questo punto esser quella di accordarsi con gli scafisti, raggiungere la Libia e da lì con Alitalia partire alla volta di Roma (o viceversa). Provando l’ebbrezza di cosa vuol dire essere Siciliani in una Sicilia che appare sempre più un peso per la politica di Roma che qui arriva, in “pompa magna”, solo per chiedere voto e consensi.

Luigi Asero

Varata la legge Finanziaria dall’Assemblea Regionale Siciliana

Tolte le 82 norme che il commissario dello Stato aveva “cassate”, la legge finanziaria è stata approvata senza ulteriori intoppi oggi dall’Assemblea Regionale Siciliana.

Spariscono invece i fondi per associazioni, enti e fondazioni (ex tabella H), questo taglio dell’intera dotazione mette a rischio enti come il Teatro Massimo, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, l’associazione degli allevatori come il centro Pio La Torre (che è stato però commemorato proprio oggi sempre dall’Ars).

Non va meglio ai comuni siciliani che vedono a questo punto a rischio servizi essenziali come i trasporti marittimi con le isole minori, per i quali sono stati tagliati ben 100 milioni di euro. Pesanti le conseguenze anche per il trasporto pubblico locale su gomma. Bus urbani e interurbani.

Approvato poi il ddl che ha dato il nulla osta al disegno di legge per l’accensione di un mutuo da 558 milioni di euro collegato a precisi capitoli di bilancio (fra cui i forestali). E sempre per quanto riguarda i ddl collegati alla finanziaria, in commissione Bilancio non si è raggiunto un accordo relativamente a tre di questi, e particolarmente rilevante è quello  istitutivo del fondo globale di 77 milioni di euro derivanti da risparmi di spesa, assegnati col secondo ddl all’ex tabella H e ai lavoratori dell’Ente acquedotti siciliano (con mille persone che a questo punto rischiano di non poter ricevere gli stipendi).

Il ddl con il quale invece la Giunta Lombardo intende reperire parte delle somme che il commissario dello Stato ha impugnato (tra cui il fondo immobiliare da 800 milioni per i cantieri lavoro) è stato inviato dalla presidenza dell’Ars alle Commissioni apposite.

Una finanziaria quindi di tagli generalizzati, dal trasporto locale alla cultura, dagli acquedotti agli ex-Pip di “Emergenza Palermo”. Un capitolo da 500 mila euro volatilizzato. Da stare allegri c’è poco, intanto si attendono gli esiti giudiziari delle vicende inerenti il governatore Raffaele Lombardo.

La Sicilia… può aspettare.

Luigi Asero

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: